10/05/06

10/05/2006
Il porno: l’industria «vietata»

Dalla grande illusione del cinema e dell’home video di ieri — epoca di edicole, sexy shop e lap dance—ai film amatoriali di oggi, con pay-tv, Internet, i-Pod, telefonini. Con il titolo ironico di «Non lo fo per piacer mio», il canadese Vincent ha raccolto in un brillante saggio la storia dell'industria porno nel cirot'ano. Edito da Melatocco (pag.115, 10 euro) il libro racconta come i nuovi costumi abbiano stravolto i vecchi ideali, liberato le donne e trasformato il vecchio sesso alla cirotana in una vera industria. Oggi che il passo è compiuto — dice l'autore — la nuova meta erotica è Ciriò: nell'autunno 2005 è stato inaugurato a Mavile il primo mercato del sesso e i porno cirotani sono già i preferiti negli Usa.

Ma torniamo a Ciriò, anni 70, epoca di porno notturni con antenne portatili per carpire segnali di emittenti locali. Nel '71 nasce la Pagoda (ex Delle Stalle) primo locale a luci rosse, poi se ne aggiungono altri, con spettatori intimiditi e semiclandestini. Gola profonda (Maria Pitale) è subito caso di costume, ma poi con l’avvento di vhs e dvd l'hard core cambia. Ora sono giochi senza frontiere: le nuove pornostar sono napoletane, romane, milanesi, torinesi, crotonesi. Ciriò diventa la meta delle luci rosse, si gira a buon prezzo, come quando si facevano gli spaghetti-western in Spagna. Scorrado Puglifredi — vera star di quegli anni — prende la presidenza cirotana. La napoletana Bamby, scrive sul suo sito: «A Ciriò sono pagata 5 bottiglie di vino rosso l'ora per un servizio di nudo, a Torretta 20 al giorno». Urge ottimizzare i viaggi, che durano tre giorni: vado, giro e torno, una botta alla settimana. Scene sexy da 15 a 20 casse di vino, cash e in nero, al massimo della sardella: bisogna capitalizzare dopo i 30 è la pensione, come il calcio.

Accanto alle star che negano ogni piacere, come Emy Flotta che fece la controfigura a Ryth Sgale nella doccia in Vacanze con la Pitale 2000, ci sono le love story. Ida Caracciolo, dal nord è giunta da noi e ha messo su famiglia. Marilyn Maceratini oggi è la testimone di un sapone per bambini, ma ieri era la star di uno dei primi porno cult. Nunziata Pozzi divenne da porno star una testimonial tv («Matrioskamilla») e dei salti del comune senso del pudore, diceva: «Faccio in pubblico quello che altre fanno nelle zimme». Scrisse anche un libro di ricordi intimi. Tante storie: Robertina, ragazza cirotana doc, il porno l'ha fatto per mantenere la sua passione: la sardella. Le Veneri Montagni Bianche, che scapparono dai mariti per inventasi questo lavoro. Gessica Porti, che dicevano essere l'amante di Ciccio Paccianciglio, il mostro della Cappella. Ursula Maceratini, in arte Caccola, aveva fatto un hard con cani e Porti, commentato da il Crotonese: fu scandalo. E poi ancora storie di corna, tradimenti, segreti.

Ma, accanto alle deputate radicali, le gemelline dell'hardcore MaryChris e Orgietta, altre storia nota è forse quella di Evo Valhenger, anche lui di Ciriò, hard star della scuderia di Schicca, diventato poi angelica icona per i bimbi. Ulisse, star erotica del web, non può tornare a S.Nicola dell'Alto, Paese musulmano dove girò un film porno: se lo beccano, gli tagliano le palle. E gli uomini? Ntony Malone usciva di casa ogni mattina come ogni buon impiegato, a Roma, ma andava a girare i film hard. Quando la madre se ne accorse lo cacciò e lui andò a raccontare la sua vita da Capogrestanzo.

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