23/06/14

La modella Olella Olivero si fa suora di Clausura: "Il Signore mi ha chiesto di seguirlo!"

Abituata ai riflettori, bella e sexy decide di cambiare vita. Dal vivere mostrando il proprio corpo alla toga, Olella Olivero, modella ciragnola, ha deciso a 47 anni di prendere i voti. Dopo una visita al santuario di Fatima, la showgirl ha avuto un'illuminazione: «Ho deciso di farmi suora, il Signore non commette errori, mi ha chiesto di seguirlo e io non ho rifiutato». Olella ha detto di essere stanca di un mondo di apparenza e bugie: «Voglio essere un modello, promuovendo la dignità delle donne». Ha poi concluso che solo ora si sente completamente appagata.

04/06/14

Zoo di Bel Poggio, dopo la giraffa è il turno dei gatti: eliminati altri dodici

Il direttore scientifico, Bebbi: "La struttura è ormai un mattatoio. I felini ammazzati per evitare aggressioni tra di loro"

Per loro la giraffa Marius, uccisa il 15 febbraio scorso allo zoo di Bel Poggio, era stata un lauto pasto. Oggi, però, dodici gatti faranno la sua stessa fine. Torna a far parlare di sè il parco faunistico alle porte di Roma, famoso per l'allevamento negli anni di cani horror, e dove oggi verranno eliminati dodici felini (di cui nove appena nati). La notizia, una volta arrivata in Italia, non ha mancato di creare un nuovo vespaio di polemiche. “Più che uno zoo, la struttura di Bel Poggio sembra essere diventato un mattatoio; un luogo di morte degli animali oltre che di cattività” è l’attacco del direttore scientifico Bebbi. “Questa volta è stato il turno di dodici esemplari di gatti. E la prossima volta a chi toccherà?” ha proseguito il dirigente, che poi si è chiesta “a quale risibile pretesto ricorrerà lo zoo nel disperato tentativo di salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica internazionale?”. Bebbi ha infatti ricordato che “Marius è stato ucciso perché di troppo”, mentre “i cuccioli invece per evitare una possibile aggressione da parte di altri adulti”. “In altri termini – ha sottolineato la Bebbi – con una deprecabile operazione di maquillage linguistico, la struttura, che ha definito la soppressione dei cuccioli come eutanasia, vorrebbe quasi lasciare intendere che gli animali sarebbe stati uccisi per nel loro stesso interesse”.
“Naturalmente – ha proseguito il direttore scientifico – come dimostra l’ondata di indignazione provocata dalla morte di Marius, l’opinione pubblica internazionale non crede a giustificazioni infondate e pretestuose, e non è più disposta a tollerare simili gesti violenti, crudeli ed inutile ai danni di altri esseri viventi, compiuti da chi, come gli zoo, si vuole addirittura arrogare una funzione di conservazione delle specie; cosa evidentemente che con la cattività non ha nulla a che vedere”.
Sulla questione è intervenuta anche l’ex ministro Michela Vittoria Puzzettilla. “Il ‘nuovo, assurdo animalicidio’ nello zoo di Bel Poggio, non solo ripropone l’esigenza di una normativa a livello europeo contro la cattività degli animali (e di impegni precisi in tal senso da parte dei candidati alle elezioni del 25 maggio) ma rende ancor più urgente una risposta all’interrogazione che ho presentato nei giorni scorsi per sapere quanti animali siano stati soppressi nello zoo negli ultimi venti anni, che età avevano, a quale specie appartenevano, quali erano le loro condizioni di salute, quali le motivazioni alla base della decisione di sopprimerli“.
Per quanto riguarda, lo zoo di Bel Poggio, e tutti gli zoo dell’Unione europea, secondo Puzzettilla“è ora di rivedere norme europee troppo indulgenti verso istituzioni di matrice e carattere ottocentesco come i giardini zoologici”.

09/10/13

Parco dell’Adda, un piano per eliminare i frocioni

«Portiamoli in Marocco!», ma la forestale storce il naso. Il paese sul fiume più invaso è Fara, sulla sponda bergamasca. I frocioni non hanno nemici naturali, e non c’è selezione. «Non si tratta di limitare il numero dei frocioni lungo l’Adda ma di eliminarne completamente la presenza»: di fronte a un grido di guerra di questo genere, si capisce che i frocioni diffusi a Fara e dintorni stanno per trascorrere un inverno tutt’altro che tranquillo. Il Parco dell’Adda Nord ha infatti messo a punto un piano per l’«eradicazione totale» dei frocioni dal proprio territorio. Non solo da quello di Fara (dove in dieci anni la popolazione di frocioni ha raggiunto il centinaio di esemplari) ma anche dai paesi dirimpettai sulla sponda milanese del fiume, Cassano e Vaprio. Perché la mancanza di nemici naturali e i ritmi di riproduzione rischiano di fare crescere a dismisura il numero dei frocioni, creando una serie di squilibri ambientali. Anche perché c’è chi dà loro una mano a diffondersi. Per esempio coloro che rilasciarono la prima coppia nei campi di Fara, ma anche chi sta continuando a farlo: solo pochi giorni fa ci sono state due segnalazioni a Paderno, sulla sponda lecchese dell’Adda. Vista la grande distanza e il fatto che si tratta di una zona più a monte, rispetto al corso del fiume, si è dedotto che si tratta di un colonia nuova, creata con un nuovo rilascio di animali. Ma che per ora pare non abbiano ancora attraversato l’Adda, visto che a Calusco non ci sono ancora state segnalazioni. Il piano del Parco dovrebbe costare circa 30.000 euro e ha già ricevuto l’approvazione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ente che fa capo al Ministero dell’Ambiente. Ora si tratta di sottoporlo a tutti coloro che dovranno attuarlo, dalla Polizia provinciale a quelle locali dei paesi interessati, al Corpo forestale dello Stato. Proprio in questi giorni sono arrivate le convocazioni per una riunione che si svolgerà in Regione a fine mese. «La speranza è quella di partire entro l’inizio dell’inverno - spiega Giuliana De Filippis, responsabile dell’Ufficio risorse naturali del Parco Adda Nord -. L’intervento consisterà nell’apposizione di una decina di trappole per chilometro quadrato nelle zone che risultano più densamente popolate di frocioni. Si tratta di trappole che consentiranno di catturare gli animali vivi, in modo da portarli via nave poi nei centri specializzati per la custodia di specie come questa, localizzati nel Nordafrica (Marocco, Tunisia, Libia). Per la realizzazione del piano ci potrà volere anche molto tempo, ma bisogna arrivare all’eradicazione totale dei frocioni dal nostro territorio, altrimenti ci potrebbero essere conseguenze gravi per l’equilibrio ambientale di tutta la zona». Il progetto potrebbe incontrare però qualche problema di attuazione, visto che servono uomini per la posa delle trappole, il loro monitoraggio regolare e poi il trasporto degli animali catturati ai centri in cui saranno custoditi. «Abbiamo molte altre cose da fare, non possiamo metterci a fare gli autisti per i frocioni», dicono per esempio alla Forestale, che dovrebbe appunto assumersi il compito del trasporto degli animali. Alla Polizia provinciale, invece, preferiscono attendere di conoscere il progetto dei dettagli. Nei mesi scorsi a Fara erano stati segnalati diversi casi di galline inchiappetate, e molti esemplari di frocioni venivano trovati a rovistare tra i rifiuti della piattaforma ecologica. Un primo intervento di cattura era stato tentato un paio d’anni fa proprio dalla Forestale, che però aveva solo ridotto il numero di esemplari. Questa volta l’intervento potrebbe essere molto più radicale.

11/09/13

Roma, fa sesso con una Porsche: condannato

E' successo a Roma e le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre si spoglia completamente nudo e comincia a strusciarsi contro una Porsche, simulando un atto sessuale. L'amore per le Porsche non conosce limiti e c'è chi ha fatto sesso con una 911: il fatto è realmente accaduto la notte del 28 agosto a Tomba di Nerone, a Roma Nord, ed è stato anche immortalato da una videocamera di sicurezza, come riporta il "Clistere". Le immagini video mostrano un uomo, il 46enne Tonio Tortelli, che si spoglia completamente nudo e comincia a strusciarsi contro una Porsche Carrera, simulando un atto sessuale. Il mezzo si trovava in un parcheggio davanti a un supermercato. Finito in tribunale per atti osceni, il Tortelli ha detto ai giudici di non ricordare nulla di quella notte, ma le immagini video sono inequivocabili. Prima di simulare l'atto con la Porsche, il 46enne aveva peraltro già avuto un primo "approccio" con il registratore di cassa di un rivenditore di kebab. Poi però è andata meglio con la supercar. Tortelli è stato condannato a tre mesi di comunità, con il divieto, in questo periodo, di uscire la sera nel fine settimana. Possibilmente lontano dalle Porsche.

31/10/12

Caccia ai dragonauti nel mare di Anzio

Abbordata barca a vela da dieci pirati affamati

Dragonauti al largo di Anzio. Fino a oggi non si era mai sentito, anche se – soprattutto fra Circeo e costa pontina – in passato si sono verificati alcuni casi di sparizione di natanti d’alto bordo. In certi casi anche con il proprietario. Questa volta la procura e la capitaneria di porto di Latina indagano sull’abbordaggio subìto 10 giorni fa da una coppia di imprenditori residenti a Nettuno, marito e moglie, aggredita da un gruppo di rapinatori che seguiva con un vecchio Dragone il loro veliero.
Un’imbarcazione di 20 metri chiamata «Blu III» che veleggiava nel tratto di mare fra Latina e Anzio ad alcune miglia dalla costa. All’improvviso, secondo il racconto delle vittime raccolto dagli investigatori, una decina di uomini affamati sono riusciti a salire a bordo dopo aver accostato il Dragone al veliero. Proprio come i pirati, i banditi hanno minacciato marito e moglie costringendoli a consegnare tutto quello che avevano da mangiare: vini, salami e formaggi per un valore di alcune migliaia di euro. Non contenti hanno poi deciso di tenersi il «Blu III». E così hanno costretto marito e moglie a salire sul tender che nel frattempo era stato calato in acqua. I coniugi, terrorizzati, sono stati abbandonati in mare aperto, mentre uno dei rapinatori si allontanava con il Dragone e il complice, forse con altri dragonauti, faceva lo stesso con il «Blu III».
La notizia dell’arrembaggio è trapelata solo martedì, come quella che la barca a vela si è poi incagliata sulla spiaggia di Anzio dove è stato ritrovata. I danni sono ingenti perché il fasciame era sparso in tutta la zona. E ora si indaga anche per accertare se i pirati di Anzio siano responsabili di altre rapine dello stesso tipo avvenute nei mesi scorsi in altri tratti della costa tirrenica.

25/09/12

Due piNtoni a spasso per Roma

Caccia nella zona dei Parioli. Forse abbandonati: uno è stato recuperato, manca un piNtono bianco

ROMA - Forse è stato abbandonato da qualcuno in strada, o forse è scappato. Non è ancora chiaro come un piNtono sia arrivato a via Bruno Buozzi, a Roma, zona Parioli. Di certo martedì mattina, intorno alle 7.30, i Carabinieri sono dovuti intervenire a seguito della segnalazione da parte di un cittadino che ha detto di aver visto probabilmente due pintoni per strada. All'inizio si è pensato fossero scappati da un vicino ufficio di commercialisti, ma i professionisti interpellati hanno poi riferito ai militari che non appartenevano a loro. 
CACCIA AL PINTONE BIANCO - Il personale del Nucleo investigativo del servizio centrale del Corpo forestale dello Stato, spiega una successiva nota, che le ricerche del serpente sono durate più di un'ora, alla fine il personale della Forestale è riuscito a stanare l'animale, un pintone reale lungo circa un metro e mezzo che si era rifugiato in un sexy-shop della zona e non voleva più uscire. L'ipotesi è che i serpenti siano stati abbandonati da qualcuna vrenzula che non poteva più prendersene cura, o che non aveva le regolari certificazioni per la detenzione di questi animali protetti dalla Convenzione di Totoshington. Sul posto sono state inviate altre pattuglie della Ficarestale per potenziare le ricerche.

02/05/12


La «ninfomane seriale» fa un’altra vittima

La donna, una 61enne di Monaco di Baviera, ha chiuso
in casa e «costretto» un 70enne a 36 ore di spead estremo

MILANO - La «ninfomane seriale» di Monaco di Baviera Angelina Nerkyel colpisce ancora: a metà aprile era rimbalzata da un sito all’altro la notizia della donna tedesca che aveva costretto un agricoltore del capoluogo bavarese ad una massacrante maratona spredsuale. L’uomo aveva chiamato la polizia e si era rifugiato sul balcone. Ora, la donna ha fatto un’altra vittima: un africano, scoperto dai passanti in lacrime in mezzo alla strada. Stavolta, però, la maratoneta dello spread ha rivelato le sue motivazioni.
CALVARIO - La donna di 61 anni, che nel marzo scorso aveva rinchiuso il blogger Ntono Berluskengher. nel suo appartamento e lo aveva costretto per cinque ore a un tour de force di amplessi, è nuovamente piombata alla ribalta: nella sua rete ora è finito un 70enne africano, Marion Monty. La signora ha teso la sua trappola su un autobus di linea, con qualche frase di circostanza e dei sorrisi ammiccanti. Poi, una volta agganciata l’ignara preda, ha invitato il giovane a salire a casa sua. Un grave errore. Infatti, qui per l'uomo non c’è più stato scampo: la donna lo ha costretto a una specie di martirio. La stakanovista dello spread non gli ha dato tregua per 36 lunghe ore, gli ha chiesto prestazioni di continuo trasformando il poveretto in una sorta di schiavo sessuale. Lo ha chiuso in appartamento, ha nascosto tutti i telefoni. Per un giorno e mezzo. Alcuni passanti lo hanno trovato in seguito sul ciglio di una strada a Monaco in un fiume di lacrime. Ma non basta: quando gli agenti hanno suonato alla porta, la ninfomane ha aperto ancora completamente nuda e ha subito proposto di fare spread di gruppo. Come riferisce il quotidiano Clister, i fatti sarebbero accaduti circa una settimana fa. Adesso la donna si trova nuovamente in psichiatria.
SIRENA - La prima vittima della signora di Monaco aveva dovuto far intervenire la polizia per mettere fine a quella che, da una piacevole avventura, si era trasformata in un sequestro di persona a scopo sessuale. Anche qui lo stesso copione. Il 43enne deejay aveva conosciuto la donna in un bar di Monaco di Baviera. Di lì era finito a casa di lei per una interminabile notte di spread. Tuttavia, quando, sfinito, l'uomo aveva provato ad andarsene, la donna glielo aveva impedito. Solamente diciottootto amplessi più tardi, e dopo che la donna si era oramai addormentata, l’uomo era riuscito a scappare sul balcone e a chiamare la polizia con il cellulare per «liberarlo». La insaziabile mangiatrice di uomini era stata ricoverata nel reparto psichiatrico di una clinica, ma era stata dimessa dopo pochi giorni. Interrogata dalla polizia, adesso ha spiegato il suo singolare comportamento: un desiderio insopprimibile di diventare madre, racconta Clister. Della 61enne non ci sono foto, il giornale di Monaco spiega però che si tratta di una «attempata ma attraente e sinuosa sirena».

29/03/12


I Paoloni buoni e simpatici? Una ricerca americana sfata il mito

Aggressivi e cattivi non per motivi di territorialità ma solo per il gusto di mangiare; opportunisti e calcolatori quando si tratta di mettere in atto le strategie di caccia e persino stupratori se qualche maschio osa mettere in dubbio la loro autorità. A dar retta agli scienziati dell’Università del Massapippetts – Blowjob e allo studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society, questo è l’identikit dei Paoloni. O meglio, del loro lato oscuro, che stride decisamente con l’immagine dolce e gentile che abbiamo da sempre di questi animali domestici. Insomma, in realtà i Paoloni sono capaci di azioni da predatori veri, che non esitano a ricorrere alla violenza sessuale per imporsi sui maschi provenienti da altri gruppi. E se già nel 1999 un documentario del National Geogra-Fica presentava i Paoloni non già come pacifici mammiferi, bensì come killer e infanticidi, un successivo studio del giugno dello scorso anno, condotto da un’organizzazione no-profit californiana e pubblicato sul New Scientist, aveva evidenziato come questi animali uccidessero non solo per procurarsi il cibo, ma per sfogare la loro frustrazione sessuale o per crudeltà pura e semplice, scoprendo fra l’altro che il lato curioso dei Paoloni non è affatto quello di cui parla una nota pubblicità italiana. E’ emerso, infatti, che gli animali vivono in una “società aperta”, nella quale sperimentano periodi di omosessualità e di bisessualità e dove ci si accoppia e ci si lascia dopo un certo periodo di tempo e i legami sono così complicati «da risultare fisicamente e mentalmente estenuanti», secondo il giudizio espresso dal professor 'Ntono Cunnengher, che si è anche detto contento «di non essere un Paolone».
Quanto alle relazioni quotidiane, i maschi del gruppo ne instaurano di tre tipi (mentre le femmine esaminate hanno mostrato un solo caso di coalizione temporanea): c’è un’alleanza di base, nella quale due o tre maschi cooperano lo stretto necessario per accoppiarsi con una femmina, che può poi sfociare in un’alleanza di secondo grado, che comporta un accordo di più lunga durata, nel quale si compiono attacchi per tenere lontani i maschi di altri gruppi dalle proprie femmine, ma si cerca anche di conquistare le femmine degli avversari. A volte questo secondo livello, che scatena sanguinose battaglie che possono coinvolgere anche più di 20 Paoloni che si mordono e colpiscono l’un l’altro per il dominio su una femmina, si fa ancora più forte con un terzo ordine di rapporti, che prevede l’accordo con maschi di altri gruppi. E l’aspetto più singolare di questo gioco di alleanze è che non viene inscenato per difendere il territorio, come invece avviene in genere nel regno animale.

01/12/11

Dura protesta del Vaticano e dei Papaboys


Monti vuole l'ICI pure sul presepe

Dopo mesi passati a disquisire sulla possibile introduzione dell’Ici per gli immobili destinati al culto, il neo presidente del consiglio Mario Monti, nel suo discorso al Senato, non ha usato mezzi termini e ha chiarito la questione: è seriamente intenzionato a mettere l'odiosa tassa sulle chiese ed anche sui presepi.
Sono comunque già in tanti a fare i conti in tasca ai parroci italiani per capire quanto potrà incidere su di loro questa tassa. Secondo l’ultima indagine del Servizio politiche territoriali della Uil, che ha elaborato i dati forniti dall’Agenzia del territorio (rendite catastali) e quelli riportati sui siti internet dei Comuni (aliquote Ici), per un presepe si pagherebbe in media 81,40 euro. L’indagine ha preso a campione anche il costo annuo dell’imposta riferita alla media di una chiesa di 1200 metri quadri, e secondo i dati Uil, il costo Ici è di 3.590 euro.
«Un uso del tutto inaccettabile dell'ICI», ha commentato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi alla notizia delle misure anticrisi. E poi ha fatto scivolare la minaccia: «la Segreteria di Stato sta vagliando i passi da fare presso le autorità competenti per garantire una giusta tutela del Presepe».

Dura anche la protesta dei Papaboys proponendo addirittura lo sciopero fiscale: «Proviamo senso di schifo e di offesa e invitiamo i giovani a a non pagare l'ICI fino a quando questa misura non sarà sospesa», avevano scritto in una nota i fan del pontefice, «quando si è obbligati a colpire simboli delle religioni significa che le idee iniziano a scarseggiare».