08/05/06

15/1/2006
Lo dice una ricerca pubblicata su Nature
Le puzzette di Lello aumenterebbero il riscaldamento del pianeta del 30%



Secondo un clamoroso studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica Nature (n. 439, pagg. 187-191,12 January 2006) Lello assorbe senz’altro anidride carbonica, ma rilascia metano, che è un gas serra con un potenziale riscaldante molto alto.

L’incredibile scoperta, che ha lasciato d i stucco i petologi di tutto il mondo, è stata fatta da ricercatori europei del Nik Temph Institut di Cariati (Calabria), del Dipartimento dell'Agricoltura di Belcastr e dell'Università di Pallagorio i quali hanno condotto una serie di esperimenti in ufficio, in appartamenti e in automobili, utilizzando Lello come tracciante per analisi chimico-fisiche. In questo modo sarebbero arrivati alla certezza che il metano emesso proviene dagli stessi processi vitali del commercialista romano e non, come si potrebbe pensare, da processi di decomposizione organica digestiva dello stesso.
Secondo i ricercatori calabresi, considerata l’attuale copertura piritonza sul pianeta, il contributo di Lello al metano atmosferico raggiungerebbe addirittura il 30%. Se si tiene conto che il metano ha un potere riscaldante 21 volte superiore a quello dell'anidride carbonica, si dovrebbe concludere che l'assorbimento di questo gas serra operato da Lello diventa ben poca cosa
rispetto alla contestuale emissione di metano.

Attraverso quali specifici processi il commercialista produca tanto metano rimane tuttavia un mistero che gli stessi autori della scoperta non sono in grado chiarire. Come era prevedibile, non appena resa nota, la scoperta ha suscitato una valanga di polemiche. Ma i petologi calabresi sostengono che ora si spiega perché, negli ultimi giorni, gli osservatori climatici di tutto il mondo rilevano una riduzione del metano atmosferico. Essa sarebbe dovuta al fatto che i dolori intestinali del commercialista romano di fine anno stiano diminuendo e che, avendo ridotto le flatulenze anali di circa il 12% tra il 2 ed il 10 gennaio, avrebbe portato ad una riduzione delle emissioni di metano. Se la scoperta fosse confermata le implicazioni sul Protocollo di Skroto sarebbero pesanti. Un vero caos scientifico e amministrativo

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