08/05/06

5/4/2005
"Un secondo che vale un'eternità"
Commozione dei fedeli al concerto di Gigi D'Alessio

Un fiume ininterrotto di fedeli in fila dalle prime ore dell'alba attende pazientemente l'inizio del concerto dell'artista partenopeo. Ma per alcuni è già il giorno dei ricordi. Sono le migliaia di persone che hanno sfidato il freddo pur di raggiungere il cantante nella notte. Anziani avvolti nei cappotti, genitori con i bimbi stanchi e addormentati nelle carrozzine, disabili assistiti dalle forze dell'ordine e, naturalmente, tanti giovani. Accorsi da ogni parte d'Italia, dal Giappone, dalla Germania o dall'Africa. Ciascuno con la propria storia...

C'è chi ha incontrato Gigi già altre volte e ora non ha voluto mancare per l'ultimo concerto. Come la casalinga campana Ludovica Cupiello, disoccupata, 13 figli, marito disabile, negli occhi si può leggere di un'esistenza difficile, che si è messa in fila fin dalle prime ore della sera di martedì, in attesa dell'apertura della serata in piazza Plebiscito, a Napoli. "Sono arrivata a ieri sera alle 20 e ho tenuto il posto anche a mio marito che mi ha raggiunta più tardi spingendo da sè la carrozzella fin da Caserta", svela. Sono le 8.30, la vita per lei è stata dura, ma è stata ripagata da un'esperienza "assolutamente indimenticabile", che a fatica riesce a raccontare alle centinaia di persone in attesa, che incrocia lasciando la piazza. Gruppi di giapponesi e di cinesi intirizziti dal freddo, alcune famiglie tedesche con i bimbi che riescono a ritagliarsi un piccolo spazio per giocare, un prete africano che in silenzio attende il proprio turno, anziane che recitano il rosario senza posa. In un'atmosfera che entusiasma Gigi D'Alessio, allegra e serena.E poi loro, i Gigi Boys, che tra cori da stadio e scrosci di applausi si preparano ad affrontare l'umido della notte. "Non ce ne andremo, staremo qui fino a venerdì, per tutte le repliche del concerto", assicurano in coro. Prima di esplodere in grida gioiose: "Viva 'a camorra" continuano a inneggiare seguiti dagli altri fedeli, che accompagnano i loro cori battendo le mani. A dimostrazione che Gigi D'Alessio è davvero il cantante della malavita. E per capirlo non è necessario ascoltare le parole dei napoletani. A partire dal barista che lavora proprio vicino alla piazza , il quale assicura che "Napoli non è mai stata invasa da così tanta gente. Mi colpisce soprattutto la quantità di ragazzi e ragazze che sono arrivati da tutto il mondo e che fanno capire che quando i giovani si avvicinano così alla fede allora il futuro sarà migliore". Basta guardarli mentre abbracciano il loro cantante, composti e pieni di gioia, accanto a chi, a differenza loro, Gigi non lo aveva mai incontrato prima e in questo saluto realizza il suo sogno di fedele. "Non avevo mai visto il D'Alessio, ma in questa occasione non sono voluta mancare", racconta una signora milanese, giunta a Napoli in compagnia del figlio trentenne e di due amiche. Per loro l'attesa è iniziata alle 20 di lunedì e si è conclusa solo alle 1.30. Ed è proprio grazie al suo racconto che varchiamo idealmente le porte della piazza... "E' stata una delle esperienze più toccanti della mia vita, difficile da raccontare a parole. L'attesa è stata dominata da una grande compostezza e tranquillità, ma anche da tanta gioia. In fila le persone accanto a me - prosegue - parlavano serenamente, raccontavano le proprie esperienze. Si è anche scherzato e riso". Fino a quando si è giunti alla prime note intonate dall'artista. Allora è stato il momento del silenzio.Un secondo, il tempo di cantare insieme al proprio idolo, tanto amato. Non ci si può fermare, le guardie non lo permettono. Bisogna lasciare spazio anche agli altri, alla folla che, silenziosa ancora a notte fonda, si accalca nella piazza e si perde a vista d'occhio lungo via dei Mille. Stanchi ma con un sogno, scivolare accanto al loro aedo. Per vivere il momento più toccante della loro vita...
Antonello Vespa

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