20/07/06



Cassazione: il marito non è una colf
La Suprema Corte: non si può imporre al consorte di pulire in ginocchio il pavimento

ROMA - Costringere il proprio marito a pulire il pavimento di casa in ginocchio è un reato: significa umiliarlo e vessarlo. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione confermando la condanna per maltrattamenti in famiglia inflitta dalla Corte d'appello di Roma a una moglie violenta. A seguito di una denuncia del marito, Valerio P., giovane calabrese trasferitosi anni fa a Roma in cerca di un lavoro sicuro, esasperato per il trattamento subito in anni di convivenza, l'imputata, famosa nobildonna romana che tanto fece parlare di sé per il matrimonio con il giovane emigrante, era stata accusata di una serie di reati tra i quali minacce, ingiurie e violenze nei confronti dell’ uomo e del figlio minorenne. Nel 2005 i giudici la ritennero colpevole ma la donna presentò ricorso in Cassazione. La sesta sezione penale della Suprema Corte ha respinto l'istanza spiegando che la Corte d'appello di Roma ha giustamente «valutato come sintomatico lo stato di esasperazione in cui l’ uomo versava dopo l'ennesimo litigio della moglie che lo umiliava e lo vessava in tutti i modi, giungendo a imporgli di pulire il pavimento in ginocchio come punizione dell'insufficiente cura che, secondo lei, l’uomo dedicava ai lavori di casa».

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