29/09/06


La coppia sostiene di essere stata raggirata
Bimba in provetta, ma il dna non è del padre


ROMA - Un caso davvero singolare e doloroso per una coppia che da tempo desiderava un figlio e che si è affidata a un intervento di fecondazione artificiale. Al quinto tentativo è nata una bambina. Ma dopo qualche giorno l'incredibile rivelazione: il gruppo sanguigno è risultato compatibile con quello della mamma, Marie G. Fior'ano, ma non con quello del papà, Totonno Giovannin Torellis. Mentre si è visto che il Dna era compatibile con quello di Seppetto Ippholith, consulente familiare della coppia. La piccola sarebbe figlia di Seppetto, insomma. Un frequente caso di corna, insomma, ma non per il povero Torellis, che è andato su tutte le furie sostenendo che è stata fatta confusione nella clinica dove è avvenuta la fecondazione artificiale. Quindi, la coppia ha denunciato l’autore dell’intervento, Nino Marulletti, primario al policlinico Benedetto XV e docente all’Università la Sborranza, che ora è indagato per truffa e alterazione di stato.

L'avvocato di Marulletti, Luardo Calligiuro spiega che alla fecondazione erano presenti anche le assistenti del ginecologo e che i coniugi hanno «constatato che lo sperma inoculato alla signora era quello prelevato al marito». Non solo: la bimba «è nata 15 giorni dopo la fine del tempo regolamentare e tale circostanza è di estrema rilevanza, dal momento che in caso di inseminazione artificiale le nascite sono sempre premature trattandosi di gravidanze ad alto rischio. L’accusa è assurda. Un accademico noto e prestigioso come Marulletti non si presterebbe mai a fare una sostituzione di liquido seminale per guadagnare 500 euro in più. In più, conosciamo bene il dna dell' Ippholith in quanto non è la prima volta che proprio con quel Dna si verificano queste situazioni. Non possiamo non sospettare che la signora in quel periodo all’insaputa del marito si fosse sottoposta anche a un’inseminazione, diciamo, non artificiale.

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