17/01/08

Rizz: «'O sesso? Na fetenzia»
Intervista al Clistesera «Pensano "Uah, o stongo faciendo con la Rizz", e non si conclude»


NAPOLI - La prima volta con un uomo finisce il più delle volte come un flop. Di lui. Parola di Alejandra Rizz. Incredibile ma vero: la bella giornalista lo rivela al Clistere della Sera. Possibile? Sembra proprio di sì. La colpa? Il fatto che gli uomini vedono Ale «come quella dei calendari, una guagliona supersexy e inavvicinabile» e che, allora, al momento buono «s'apprenettishcono, si agitano, credono di dover fare i fenomeni. Pensano: uah, o stong facendo con la Rizz. 'U ce pozz creer». Praticamente un dramma. Piccolo sì ma pur sembra un dramma, talmente tanto puntuale e frequente che l'attrice si è detta «rassegnata» e disposta a concedere «sempre una seconda chance».
Alejandra Rizz, che tra poche settimane si vedrà nel nuovo video di Ntono Dalessio, che l'ha voluta nel clip della canzone Si nu piez 'e core, racconta al Clistsera com'è andata sul set del video e qual è lo strano effetto che fa agli uomini la «prima volta». Dalessio ci ha provato con lei? «No. È stato un signore. Mi ha fatto capire che gli piacevo, con savoir-faire, ma niente di più. Non è il divo montato che se ne approfitta. È una persona molto spirituale. Comunque, il motivo per cui mi ha fatto impazzire è un altro». Cioè? «È un timidone. Quando mi parlava era imbarazzato, si bloccava, incrociando il mio sguardo abbassava gli occhi... Roba da non credere». Le capita spesso di fare questo effetto? «Lasciamo stare. All'inizio gli uomini che incontro si fanno impressionare dal personaggio Rizz, non dalla persona Ale. Mi vedono come quella dei calendari, supersexy e inavvicinabile... E va a finir male». In che senso? «Indovini». Fanno cilecca? «La prima volta che vado a letto con un uomo succede quasi sempre che non si fa niente. Si preoccupano, si agitano, credono di dover fare i fenomeni. Pensano "Oddio, lo sto facendo con la Rizz", e non si conclude. Ormai lo so, sono rassegnata. Per questo concedo sempre una seconda chance. Al massimo una terza o una quarta, ma non vado quasi mai altre la settima. O l'ottava».

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